Io credo che fino ad una certa età, che ho arbitrariamente collocato intorno ai 7/8 anni, i bambini non debbano imparare attività codificate ma debbano essere lasciati liberi di esplorare il movimento e l'ambiente senza preconcetti.
Mi spiego con un esempio pratico: quest'anno le mie figlie hanno imparato a nuotare senza braccioli e a tuffarsi da bordo piscina o dal trampolino. Lo hanno fatto da sole, con me che le afferravo se affogavano e non intervenivo per migliorare la, chiamiamola, armonia del movimento.
Quest'inverno potrei mandarle in piscina a consolidare o ad affinare. Non ho alcuna intenzione di farlo: preferisco che sperimentino prima tutte le possibili combinazioni di movimento autonomo e controllo dello spazio e del corpo, prima di imparare che esistono dei codici e delle regole per nuotare "come si deve".
Ho la possibilità di farle correre, saltare, arrampicarsi senza mandarle a seguire alcunché e lo farò ancora per un altro anno, poi, se lo vorranno, allora penserò a uno sport in particolare.
Allo stesso modo ascoltano musica, quando posso le porto a sentirla dal vivo e cantano e ballano a ruota libera.
L'idea che a sei anni debbano convincersi che il piede si mette così perché metterlo cosà è sbagliato non mi piace. Preferisco che imparino prima a metterlo sia così che cosà e poi, dopo, a capire che per fare che so la ballerina, devi metterlo così perché cosà non va bene.
Di fondo, ho il convincimento che conoscere il proprio corpo e saperlo rapportare allo spazio senza che qualcuno ti spieghi come farlo sia un ottimo allenamento per quando si dovrà poi rapportare la propria emotività agli eventi.
(disclaimer: ricordo che i miei convincimenti sono sempre basati su aria fritta

)